Lingua: Italiano

  • 2022 La Caduta

    2022 La Caduta

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    La Caduta

    In occasione della mostra Il Numinoso a cura di Giorgio Verzotti, BUILDING presenta La caduta (2022), performance di Ferruccio Ascari presso la Basilica di San Celso.

    Nel corso della dance-performance, concepita appositamente per lo spazio della Basilica di San Celso, assistiamo a una trasmutazione dal piano del sacro, del numinoso, a quello dell’umano: il danzatore si spoglia della sua identità divina per assumere quella di un uomo che reca su di sé un carico di fatica e di dolore, la sua croce quotidiana. Mostra di Più

    Danzatore: Alessio Pandiani

     

  • 2022 Babel

    2022 Babel

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    Babel

    In occasione della mostra Il Numinoso a cura Giorgio Verzotti – un progetto espositivo che indagava il senso del sacro nell’arte contemporanea attraverso una selezione di opere realizzate dagli anni Sessanta a oggi creando un dialogo tra più di venti artisti italiani – Ferruccio Ascari ha realizzato Babel, una grande scultura che è anche un’installazione site-specific. Utilizzando la presenza di un lucernario al piano terra della galleria Babel ‘attraversa’ lo spazio longitudinalmente e lo supera. L’opera, alta complessivamente circa otto metri era suddivisa in due parti: la prima andava da terra sino al cristallo, la seconda poggiando su di esso, si sviluppava all’esterno e svettava verso il cielo.

    A proposito di Babel…

    Conversazione tra Ferruccio Ascari e Daniela Cristadoro

    C: La domanda che mi arrischio a farti è di quelle già difficili da porre e a cui è forse ancor più difficile rispondere: che relazione c’è, se pensi vi sia una relazione, tra la tua arte e il ‘sacro’?

    A: Non lo so. Il mio lavoro ha soprattutto a che fare con ciò che non so. Mi metto ogni giorno al lavoro per entrare, in qualche modo, in relazione con ciò che non conosco. Attraverso l’arte tento un contatto con ciò di cui avverto la presenza e che pure mi è ignoto. Se questo ‘ignoto’ fosse possibile chiamarlo ‘sacro’, allora il mio lavoro potrebbe averci a che fare, non so…Mostra di Più

    Babel, ferro, cm. 250 X 260 x 800 circa, veduta interna dell’installazione, Building Gallery, Milano 2022

    Babel, ferro, cm. 250 X 260 x 800 circa. Veduta esterna dell’installazione, 2022

  • Trikona

    Trikona

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    Trikona

    ‘Trikona’ in sanscrito vuol dire tre angoli. In quest’opera la disposizione della tele che formano un grande triangolo con la punta rivolta verso l’alto ha un ruolo centrale: non solo dal punto di vista puramente visivo che invita ad un movimento dello sguardo che scorre dal basso verso l’alto, ma anche da un punto di vista di natura concettuale, ossia i molti significati sul piano simbolico di questa figura geometrica. La scrittura, come in  InvocazioniMantra e molte altre opere dell’artista è un’altro aspetto importante: sono stralci di un mantra dedicato a Durgafigura divina femminile simbolo nell’Induismo della potenza cosmica primordiale. I segni di scrittura, scorrono verso l’alto interagendo con apparizioni, forme, presenze, di impossibile identificazione.
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    Fin dall’antichità più remota, in tutte le culture al triangolo e al numero tre vengono associati importanti significati simbolici. Il triangolo con la punta rivolta verso l’alto, con varianti relative all’area di appartenenza culturale, tende a rappresentare il Fuoco, l’anelito verso il Divino. La scelta del sanscrito per il titolo di quest’opera è un’indizio: un accenno sotto traccia, alla disciplina dello yoga di cui l’artista è seguace e che è l’orizzonte di pensiero che accomuna diverse sue opere come Asana BrailleAsana Nerofumo, Asana Cenere, Asana Xilografie, Asana Guazzi Suryanamaskara.

    Trikona, 15 affreschi riportati su tela, ferro, cm. 30×40 cad. 2021

  • 2020 Secondo Natura

    2020 Secondo Natura

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    Secondo Natura


    è iI tema sotteso a un nuovo ciclo di opere di Ferruccio Ascari e anche il titolo che l’artista ha voluto per questa sua mostra curata da Twenty14 Contemporary presso Pananti Atelier. Con la situazione determinatasi a seguito  della pandemia da Covid-19 queste opere intrattengono un legame profondo: concepite in un tempo sospeso, che l’artista stesso ha definito “quaresimale”, appaiono accomunate da un’ambivalenza tutt’altro che rassicurante, pongono delle domande cui siamo sollecitati a rispondere.
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  • Invocazioni: Mantra

    Invocazioni: Mantra

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    Invocazioni:
    Mantra

     

    Invocazioni è il titolo che accomuna una serie di affreschi riportati su tela (Invocazioni: Durga, Invocazioni: Kyrie, Invocazioni: Mantra) che in alcuni casi, come accade in altre opere dell’artista, vengono accostati a lastre di ferro. In tutte le opere che appartengono a questo ciclo la scrittura ha un ruolo centrale. Si tratta di testi particolari: preghiere, mantra, litanie, appartenenti a tradizioni spirituali diverse. Durgā, nell’Induismo, è la grande figura divina femminile simbolo della potenza cosmica primordiale: il mantra d’invocazione a lei rivolto viene ripetuto per ricevere protezione, accrescere la propria forza interiore e favorire la rimozione delle difficoltà della vita. Le parole graffite sulla tela nella lingua cui appartengono o traslitterate, sono segni in movimento che si propagano nello spazio, che è anche tempo, come le parole recitate dal praticante. Mostra di Più
    Segni che la tela fatica a contenere per l’impulso all’espansione che li caratterizza: in alcuni casi occupano lo spazio nella sua totalità interagendo con apparizioni, forme, presenze, di impossibile identificazione. A volte la tela è abbinata, come avviene in altre opere dell’artista, a lastre di ferro, Affreschi riportati su tela e ferro. Una presenza questa che ha un significato non solo sul piano puramente formale, ma anche concettuale: la lastra di ferro, come accade anche nel dittico I Dioscuri, è una cesura, un tentativo di contenere ciò che è incontenibile: la preghiera come volontà di schiudere un ‘altrove’ che si oppone al ‘limite’ che caratterizza la condizione umana. 
     
    Invocazioni: Mantra, affreschi riportati su tela, cm. 30×40 cad. 2021
    Invocazioni: Mantra, affreschi riportati su tela, cm. 30×40 cad. 2021 Invocazioni: Mantra, affreschi riportati su tela, cm. 30×40 cad. 2021 Invocazioni: Mantra, affreschi riportati su tela, cm. 30×40 cad. 2021
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    Invocazioni: Mantra, affreschi riportati su tela, cm. 30×40 cad. 2021
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    Invocazioni: Mantra, affreschi riportati su tela, cm. 30×40 cad. 2021
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    Invocazioni: Mantra, affreschi riportati su tela, cm. 30×40 cad. 2021
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    Invocazioni: Mantra, affreschi riportati su tela, cm. 30×40 cad. 2021
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  • In Volo

    In Volo

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    In Volo

    A partire dal 2020 Ferruccio Ascari da inizio a un ciclo di opere accomunate da un unico titolo: In Volo e caratterizzate da un forte legame sia sul piano formale che concettuale. Ancora una volta la tecnica è quella dell’affresco riportato su tela che caratterizza le sue opere di pittura. La composizione di ogni opera appartenente a questo ciclo prevede diversi formati: dalla tela singola sino a giungere a opere composte da 16 tele. Una diversa articolazione che ha che fare con il movimento dello sguardo e con il tempo: in alcuni casi ci si concentra su un istante, un dettaglio, in altri si tende a cogliere un processo di trasformazione in atto. Mostra di Più

    In Volo, affreschi riportati su tela, 16 tele, cm. 30×40 cad. 2021

    In Volo, affreschi riportati su tela, 16 tele, cm. 30×40 cad. 2021

    In Volo, affresco riportato su tela, 4 tele, cm. 30×40 cad. 2021

    In Volo, affresco riportato su tela, 4 tele, cm. 30×40 cad. 2021

    In Volo, affresco riportato su tela, 4 tele, cm. 30×40 cad. 2021

    In Volo Trittico, affresco riportato su tela, 3 tele, cm. 30×40 cad. 2021

  • 2019 chi è Stato?

    2019 chi è Stato?

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    chi è Stato

     

    In occasione del Cinquantenario della strage di piazza Fontana a Milano Ferruccio Ascari ha ideato un progetto articolato in due diversi formati: un’ installazione urbana, Non Dimenticarmi, dedicata a tutte le vittime della Strategia della Tensione, concepita per essere collocata nel cuore della città in prossimità di Piazza Fontana, e chi è Stato?, una performance sulla serie di stragi che hanno caratterizzato quel periodo della storia italiana.

    chi è Stato? fa parte di un’unico progetto articolato in due formati, che comprende l’installazione urbana Non Dimenticarmi. Ha un titolo significativo: la ’S’ maiuscola della parola ’Stato’ solleva la questione della corresponsabilità dei servizi segreti e di altri apparati dello Stato in quella tragica stagione della storia italiana. Andata in scena una prima volta a Milano il 9 dicembre 2019, al PACTA Salone, è stata ripetuta nella Sala del Consiglio Comunale di Palazzo Marino il 15 dicembre nell’ambito della rassegna organizzata dal Comune per ricordare il tragico evento di cinquant’anni prima. Il tableau vivant è stato rappresentato il 12 dicembre del 2021 nella Sala Fontana del Museo del 900 a Milano.  Mostra di Più

    Testo critico di Cristina Casero cliccando qui.

     

  • 2018 Mantra

    2018 Mantra

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    Mantra


    Ferruccio Ascari torna qui ad utilizzare la tecnica dell’affresco riportato su tela, caratteristica dei suoi lavori di pittura. Con un elemento di novità: il segno di scrittura, in precedenza episodico all’interno della tessitura delle sue opere, diviene protagonista assoluto di questo lavoro che è anche un testo. La gamma cromatica si riduce a due soli colori, il verde scurissimo, quasi nero, del fondo e l’oro delle parole che compongono il testo che si snoda in ventisette tele disposte in modo non lineare con un andamento che ricorda una partitura musicale. Un testo a prima vista indecifrabile che, come recita il titolo, è il frammento di un mantra appartenente alla tradizione vedica. Un testo che si pone come una soglia da superare, un enigma da sciogliere perché si schiuda il suo contenuto di verità.

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    [BIAS 2018 – Biennale Internazionale di Arte Contemporanea Sacra delle Religioni e Credenze dell’Umanità (Padiglione Filosofico) | MUSEO RISO Cappella dell’Incoronazione, Palermo]

    Mantra. Affresco riportato su tela, oro e ferro, 27 tele, 30×40 cm cad., 2018

  • 2018 Criptografie

    2018 Criptografie

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    Criptografie

    Criptografie è il titolo di un ciclo di opere, contrassegnate da una forte unitarietà sul piano formale e concettuale. cui Ferruccio Ascari da avvio a partire dal 2018. L’artista utilizza la tecnica dell’affresco riportato su tela, che caratterizza fin dagli esordi i suoi lavori di pittura, e che qui si coniuga con il collage di ritagli di fogli in Braille tratti da un manuale di Storia Naturale per ciechi. Il segno di scrittura, in precedenza episodico all’interno della tessitura delle sue opere (Mantra, Amen, Elelisphatos, Libro Muto, Pittura per Ciechi), diviene protagonista assoluto di questi ultimi lavori che sono anche dei testi la cui decifrazione presuppone un cammino di ricerca; testi che si pongono come una soglia da superare, enigmi da sciogliere perché si schiuda il loro contenuto. Ciascuna opera è fatta di tele più piccole, ‘frammenti’ che vengono accostati su grandi teleri che le contengono, a invitare lo sguardo ad un percorso di continua indagine.

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    Criptografie, Affreschi riportati su tela, dimensioni varie, 2018 – 2020.

  • 2016 per metameria [video]

    2016 per metameria [video]

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    Metameria
    [Video]

    Per Metameria – come accade in altri video appartenenti a restlessmatter.net, progetto concepito da Ferruccio Ascari per il web – prende avvio da un’omonima scultura in ferro del 2006 composta da 23 elementi.
    Come altre sue opere di questo periodo, essa appartiene ad un ciclo di lavori che ruotano attorno alla questione della simmetria e della sua rottura, alla dialettica tra l’ordine come principio di stabilità e il disordine come fattore generativo.Mostra di Più

    Per Metameria, 02’45”, 2016 (teaser 1’04”)