Archivio delle opere dal 1973 a cura di Daniela Cristadoro
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Latte Nero lift
«Schwarze Milch der Frühe…» scrive Paul Celan in Todesfuge. Da questi versi prende il titolo Latte Nero, un’opera che nasce da una contraddizione: il latte, simbolo primario di nutrimento e vita, si trasforma nel suo opposto. Se alla nascita il latte rappresenta il dono attraverso cui la Natura rende possibile la sopravvivenza, oggi quella stessa Natura è oggetto di una violenza sistematica. È da questo rovesciamento che il bianco del nutrimento si muta in una voragine nera. L’opera si presenta come una parete ricoperta di coni in argilla…
…La forma del cono rivela un significato arcaico, quello della fertilità e della generazione; il riferimento è alla figura di Artemide Efesia, la dea dalle molte mammelle, simbolo della Madre Terra: da essa proveniamo e ad essa ritorniamo. A questo proposito l’artista dichiara:
“Manipolando l’argilla, la forma del cono mi ha, ad un certo punto, rivelato il suo significato riposto. Latte Nero nasce così, dall’affondare le mani nella terra umida, dal rivelarsi improvviso di un significato profondo, celato al suo interno: Artemide è la Madre Terra, da Lei nasciamo, a Lei torniamo”.
Il recente restauro del museo che ospita l’opera ha offerto l’occasione per una sua nuova declinazione. L’ampliamento della parete e l’inserimento di un ascensore hanno permesso a Latte Nero di espandersi sia a livello spaziale che semantico. Alla grande installazione sulla parete si affianca ora una sua variante. Latte Nero si estende sotto forma di disegno al carboncino all’interno del lift del Museo. Si moltiplicano così le relazioni interne all’opera: aperto/chiuso, interno/esterno, cosa/simulacro. L’opera continua a trasformarsi insieme al luogo che la ospita, confermando il proprio carattere site-specific.