È interessante osservare come alcune questioni presenti nel lavoro di Ascari riaffiorino a distanza di anni, quasi a riprendere il filo di un discorso che non si interrompe, ma come una vena sotterranea riemerge assumendo forme ogni volta diverse. É ciò che accade nel ciclo Corpi celesti, che comprende una serie di opere su carta del 2006 e un’Installazione del 2012. Il ciclo Corpi celesti nasce da una questione – la forza che tiene assieme le cose o le respinge – che è il nucleo concettuale di molti altri lavori dell’artista.
Una questione che rimane aperta, assume ogni volta configurazioni diverse, ogni volta può essere reinterpretata in relazione al linguaggio e ai diversi materiali adottati. Nelle opere su carta, realizzate a nerofumo o curcuma, una forza centrifuga invisibile sottrae peso ai corpi che vagano nello spazio vuoto del foglio. Ancora una volta, il vuoto è uno spazio latente reso “attivo” da ciò che lo attraversa, è fattore generativo sia sul piano temporale che spaziale.
Corpi Celesti. Curcuma su carta, 9 fogli 35×50 cm cad., 2006-2012 [DG0028 a-i]
È interessante osservare come alcune questioni presenti nel lavoro di Ascari riaffiorino a distanza di anni, quasi a riprendere il filo di un discorso che non si interrompe,ma come una vena sotterranea riemerge assumendo forme ogni volta diverse. É ciò che accade nel ciclo Corpi celesti, che comprende una serie di opere su carta del 2006 e un’Installazione del 2012. Il ciclo Corpi celesti nasce da una questione – la forza che tiene assieme le cose o le respinge – che è il nucleo concettuale di molti altri lavori dell’artista.
Una questione che rimane aperta, assume ogni volta configurazioni diverse, ogni volta può essere reinterpretata in relazione al linguaggio e ai diversi materiali adottati. Nelle opere su carta, realizzate a nerofumo o curcuma, una forza centrifuga invisibile sottrae peso ai corpi che vagano nello spazio vuoto del foglio. Ancora una volta, il vuoto è uno spazio latente reso “attivo” da ciò che lo attraversa, è fattore generativo sia sul piano temporale che spaziale.
Corpi Celesti. Nerofumo su carta giallina, 12 fogli 50×75 cm cad., 2003/2012 [D0348]
Corpi Celesti. Nerofumo su carta giallina, 6 fogli 70×100 cm cad., 2003/2012 [D0054]
Corpi Celesti. Nerofumo su carta giallina, 50×70 cm, 2003/2012 [D0349]
Corpi Celesti. Nerofumo su carta giallina, 50×75 cm, 2003/2012 [D0350]
Corpi Celesti. Nerofumo su carta giallina, 75×100 cm, 2003/2012 [D0085]
Corpi Celesti. Nerofumo su carta giallina, 21,5×29 cm, 2003/2012 [D0366]
Corpi Celesti. Nerofumo su carta giallina, 21,5×29 cm, 2003/2012 [D0367]
Corpi Celesti. Grafite su carta braille, 25,5×34 cm, 2003/2012 [D0077]
Corpi Celesti. Grafite e penna e su foglio a quadretti, 18,5×14 cm, 2003/2012 [D0076]
Corpi Celesti. Nerofumo su carta giallina, 75×100 cm, 2003/2012 [D0086]
Corpi Celesti. Nerofumo su carta giallina, 75×100 cm, 2003/2012 [D0084]
Corpi Celesti. Nerofumo su carta giallina, 75×100 cm, 2003/2012 [D0087]
Corpi Celesti. Nerofumo su carta giallina, 75×100 cm, 2003/2012 [D0083]
Corpi Celesti. Nerofumo su carta giallina, 75×100 cm, 2003/2012 [D0082]
Corpi Celesti. Nerofumo su carta giallina, 6 fogli 70×100 cm cad, 2003/2012 [D0053]
Corpi Celesti. Nerofumo su carta, 79×107 cm, 2003/2012 [D0113]
Corpi Celesti. Nerofumo su carta, 79×107 cm, 2003/2012 [D0111]
Corpi Celesti. Nerofumo su carta, 79×107 cm, 2003/2012 [D0115]
Corpi Celesti. Nerofumo su carta, 70×100 cm, 2003/2012 [D0117]
Corpi Celesti. Nerofumo su carta, 70×100 cm, 2003/2012 [D0118]
Corpi Celesti. Nerofumo su carta, 70×100 cm, 2003/2012 [D0088]
Corpi Celesti. Nerofumo su carta, 79×107 cm, 2003/2012 [D0114]
Corpi Celesti. Nerofumo su carta, 79×107 cm, 2003/2012 [D0112]
Corpi Celesti. Nerofumo su carta, 79×107 cm, 2003/2012 [D0116]
orpi Celesti. Grafite su carta, 35×50 cm, 2003/2012 [D0078]
Corpi Celesti. Grafite su carta, 35×50 cm, 2003/2012 [D0079]
Corpi Celesti. Grafite su carta, 35×50 cm, 2003/2012 [D0080]
Corpi Celesti. Grafite su carta, 35×50 cm, 2003/2012 [D0081]
Nel ciclo di lavori contrassegnati dal titolo L’Ordine Dura Un Istante, comprendente una serie di guazzi, di grandi carte traforate, l’elemento generativo si intreccia con la ricerca di una forma che lo contenga, dandogli un ordine. I guazzi sono invece caratterizzati da una sorta di primi piani di forme di cui sono visibili solo i dettagli rendendo impossibile una visione che consenta di riconoscerne natura e provenienza. Nelle carte traforate lo strumento usato dall’artista è il bisturi.
Riprendendo un gioco tipico dell’infanzia, egli interviene su grandi fogli…ripiegati a metà ritagliando nella carta, con la precisione che solo la lama affilata garantisce, sequenze figurali che si sviluppano a partire da una “cellula formale iniziale” – come la definisce l’artista – che sembra essere assecondata nella sua volontà di espandersi. L’impressione di specularità che ne deriva è però solo apparente. Ad uno sguardo più attento si manifesta come un sottile inganno. La simmetria delle due parti è contraddetta da “cellule formali anomale” che rompono l’ordinato dispiegarsi delle sequenze figurali introducendo un elemento di disordine. L’inatteso si insinua nelle trame ordinate della simmetria dando origine a intrecci complessi e non prevedibili. Il rigore dell’ordine simmetrico, nella sua immutabilità, è superato da una vitalità che esso, letteralmente, non riesce a contenere.
L’Ordine Dura Un Istante, guazzo, cm. 50×70, 2003 [DG0037]
L’Ordine Dura Un Istante. Guazzo, 50×70 cm, 2003 [DG0038]
L’Ordine Dura Un Istante. Guazzo, 50×70 cm, 2003
L’Ordine Dura Un Istante. Guazzo, 50×70 cm, 2003 [DG0035]
L’Ordine Dura Un Istante. Guazzo, 50×70 cm, 2003 [DG0032]
L’Ordine Dura Un Istante. Guazzo, 50×70 cm, 2003 [DG0013]
L’Ordine Dura Un Istante. Guazzo, 50×70 cm, 2003 [DG0008]
L’Ordine Dura Un Istante. Guazzo, 50×70 cm, 2003 [DG0005]
L’Ordine Dura Un Istante. Guazzo, 50×70 cm, 2003 [DG0009]
L’Ordine Dura Un Istante. Guazzo, 50×70 cm, 2003 [DG0010]
Cuori è il titolo che accomuna una serie di opere su carta: nel caso di Cuori (Ex Voto I) l’artista interviene su alcuni fogli del quotidiano economico Il Sole 24 Ore: una scelta che fa parte dell’opera e che si presta a diverse interpretazioni. Secondo una modalità che caratterizza il suo modo di procedere l’immagine del cuore verrà ripresa, e declinata a partire da materiali di diversa natura, in tre successive opere del 2017 (v.Ex Voto) presenti nella chiesa di San Bernardino alle Ossa a Milano nel corso della personale di Ferruccio Ascari Silenzio: un percorso attraverso la città che si svolgeva contemporaneamente in altre due sedi, il Chiostro piccolo della Basilica di San Simpliciano, e la Rettoria di San Raffaele.
Cuori (Ex Voto). Guazzo, 9 pezzi 50×70 cm cad., 2003 [DG0018]
Cuori (Ex Voto I). Guazzo su carta da giornale, 9 pezzi 80×56 cm cad., 2003 [DG0019]
Cuori (Ex Voto I). Guazzo su carta da giornale, 4 pezzi 80×56 cm cad., 2003 [DG0020]
Cuori (Ex Voto II). Curcuma su carta, 50×70 cm, 2003 [DG0052]
In una parete del suo studio a Milano Ferruccio Ascari realizza un grande affrescoil cui titolo è Akasha, che nella lingua sanscrita vuol dire etere. Con Akasha l’artistariprende un ciclo di opere iniziato diversi anni prima – Cinque Stanze Sensibili Progetto1995, Prithvi 1995, Apas1996, Agni 1997, Abbadia Ardenga Prithvi, Abbadia Ardenga Apas,Abbadia Ardenga Agni,Abbadia Ardenga Vayu,Abbadia Ardenga Akasha1999, Vayu2002, Cinque Stanze Sensibili Scultura2012 – e portato avanti in contesti e con formati molto diversi, ma accomunati da un unico orizzonte di pensiero: quello della Filosofia Sāṃkhya, che è innanzi tutto una cosmologia, e della disciplina dello Yoga ad essa collegata di cui Ascari è seguace. Il Sāṃkhya concepisce l’universo come costituito da cinque elementi fondamentali, i cinqueTattwa: Akasha è l’elemento Etere, Vayu è l’elemento Aria, Agni è l’elemento Fuoco, Apas è l’elemento Acqua, Prithvi è l’elemento Terra.
A proposito del ciclo di opere cui Akasha appartiene Ferruccio Ascari ha affermato: “In relazione ai cinque elementi come costituenti primi d’ogni cosa, del cosmo, ho concepito un ciclo di lavori iniziati nel 1995, un ciclo sui cinque elementi che non considero ancora esaurito: in sanscrito i nomi dei cinque elementi, i cinque Tattwa, sono rispettivamente: Akasha l’ Etere, Vayu l’Aria, Agni il Fuoco, Apas l’Acqua, Prithvi la Terra. Ogni opera, all’interno di questo ciclo, rimanda ad un elemento in particolare. Ciascun elemento è un luogo di corrispondenze: rimanda ad un colore, ad un suono, ad una figura geometrica, ad un’area del corpo, ad una qualità della mente, ad uno dei cinque sensi, ad un punto cardinale. La natura di tali opere è varia: spazia dall’affresco – per ognuno dei tattwa ne ho realizzato uno in luoghi sempre diversi – fino a giungere ad interventi che potrebbero essere definiti di Land Art e infine alla progettazione di CinqueStanze Sensibili Progetto, cinque ambientidestinati alla meditazione di cui ho concepito due varianti.La prima versione prevede in ogni stanza, completamente vuota, una parete occupata da un affresco: i cinque affreschi sono supporti per la meditazione, essi indicano un orizzonte che va oltre la pittura, forse oltre l’arte stessa. Nella seconda versione i cinque ambienti sono ‘yantra’ tridimensionali fatti di spazio e di luce, una singolare architettura fatta di cinque stanze, una per ogni Tattwa. Ogni stanza riceve luce da una vetrata la cui forma geometrica e il cui colore sono quelli dettati dalla tradizione tantrica.In esse ogni elemento – l’orientamento spaziale, la qualità dei materiali, il colore, la luce – risponde alla funzione per la quale li ho concepiti, ossia il percorso meditativo.”
Akasha, affresco riportato su tela, cm. 180×180 2002 [TW0004]
Nel ciclo di lavori contrassegnati dal titolo L’Ordine Dura Un Istante, comprendente una serie di grandi carte traforate e di guazzi, l’elemento generativo si intreccia con la ricerca di una forma che lo contenga, dandogli un ordine. Lo strumento usato in questo caso dall’artista è il bisturi: riprendendo un gioco tipico dell’infanzia, egli interviene su grandi fogli piegati a metà, ritagliando nella carta con la precisione che solo la lama affilata garantisce, sequenze figurali che si sviluppano a partire da una “cellula formale iniziale” – come la definisce l’artista – che sembra essere assecondata nella sua volontà di espandersi.
L’impressione di specularità che ne deriva è però solo apparente. A uno sguardo più attento si rivela come un sottile inganno: la simmetria delle due parti viene contraddetta da “cellule formali anomale” che rompono l’ordinato dispiegarsi delle sequenze figurali introducendo un elemento di disordine. L’inatteso si insinua nelle trame ordinate della simmetria dando origine ad intrecci complessi e non prevedibili. Il rigore dell’ordine simmetrico, nella sua immutabilità, è superato da una vitalità che esso, letteralmente, non riesce a contenere.
L’Ordine Dura Un Istante, carta paglia traforata, particolare, 2001 [TR0006]
L’Ordine Dura Un Istante, carta paglia traforata, cm. 280×140, 2001 [TR0001]
L’Ordine Dura Un Istante, carta paglia traforata, cm. 280×100, 2001 [TR0019]
L’Ordine Dura Un Istante, carta paglia traforata, cm. 280×100, 2001 [TR0020]
L’Ordine Dura Un Istante, carta paglia traforata, cm. 280×100, 2001 [TR0021]
L’Ordine Dura Un Istante, carta paglia traforata, cm. 280×100, 2001 [TR0022]
Nel ciclo di lavori contrassegnati dal titolo L’Ordine Dura Un Istante, comprendente una serie di grandi carte traforate e di guazzi, l’elemento generativo si intreccia con la ricerca di una forma che lo contenga, dandogli un ordine. Lo strumento usato in questo caso dall’artista è il bisturi: riprendendo un gioco tipico dell’infanzia, egli interviene su grandi fogli piegati a metà, ritagliando nella carta con la precisione che solo la lama affilata garantisce, sequenze figurali che si sviluppano a partire da una “cellula formale iniziale” – come la definisce l’artista – che sembra essere assecondata nella sua volontà di espandersi.
L’impressione di specularità che ne deriva è però solo apparente. A uno sguardo più attento si rivela come un sottile inganno: la simmetria delle due parti viene contraddetta da “cellule formali anomale” che rompono l’ordinato dispiegarsi delle sequenze figurali introducendo un elemento di disordine. L’inatteso si insinua nelle trame ordinate della simmetria dando origine ad intrecci complessi e non prevedibili. Il rigore dell’ordine simmetrico, nella sua immutabilità, è superato da una vitalità che esso, letteralmente, non riesce a contenere.
L’Ordine Dura Un Istante. Carta bianca traforata, 200×140 cm, 2001/2006 [TR0011]
L’Ordine Dura Un Istante. Carta bianca traforata, 140×100 cm, 2001/2006 [TR0016]
L’Ordine Dura Un Istante. Carta bianca traforata, 200×140 cm, 2001/2006 [TR0014]
L’Ordine Dura Un Istante. Carta bianca traforata, 140×100 cm, 2001/2006 [TR0015]
L’Ordine Dura Un Istante. Carta bianca traforata, 140×100 cm, 2001/2006 [TR0017]
L’Ordine Dura Un Istante. Carta bianca traforata, 200×140 cm, 2001/2006 [TR0018]
L’Ordine Dura Un Istante. Carta bianca traforata, 200×140 cm, 2001/2006 [TR0009]
L’Ordine Dura Un Istante. Carta bianca traforata, 200×140 cm, 2001/2006 [TR0010]
L’Ordine Dura Un Istante. Carta bianca traforata, 200×140 cm, 2001/2006 [TR0012]
L’Ordine Dura Un Istante. Carta bianca traforata, 200×140 cm, 2001/2006 [TR0013]
Caratteristica delle opere appartenenti a questo ciclo è quello di avvalersi di formati e materiali molto diversi, ma anche di avere un’unico nucleo concettuale generativo: la continua metamorfosi della forma in relazione alla natura dei materiali, della luce, alla visione ravvicinata oppure a distanza. La diversa gamma e natura dei materiali, come appare in tutte queste opere, viene utilizzata e assecondata con esiti ogni volta diversi dando inizio a un processo che continuerà negli anni successivi con L’Ordine Dura Un Istante II, L’Ordine Dura Un Istante III, L’Ordine Dura Un Istante IV.
L’ordine Dura Un Istante, alcantara traforata, cm. 40×49, 2000 [TR0004]
L’ordine Dura Un Istante. Materiale plastico traforato, 39×58 cm, 2000 [TR0003]
L’ordine Dura Un Istante. Alcantara traforata, 2000 [TR0023]
L’ordine Dura Un Istante. Ferro traforato e dipinto, 2000 [TR0007]